Negli ultimi giorni, ossia da quando ho rimesso piede su Linkedin con questo nuovo profilo, vedo molto spesso post che celebrano le pronunce che, recentemente, prima in sede europea e poi a livello nazionale, hanno dichiarato l’insussistenza dell’incompatibilità tra il ruolo di amministratore condominiale e quello di agente immobiliare. Ciò che non si considera è il fatto che, oltre alle incompatibilità legali, vi sono anche quelle fattuali e di opportunità.

Nel mio mondo una incompatibilità per ragioni di opportunità è quella tra amministratore di un condominio ed amministratore del supercondominio di cui il condominio stesso fa parte. Non c’è incompatibilità ne legale ne fattuale (sono due mandati distinti e paralleli non destinati ad incontrarsi), ma vi è un potenziale rischio di cattiva percezione da una parte dei condomini (quelli nei condominii non amministrati dal superamministratore) che può portare a maggiori tensioni inutili nell’ambiente e rendere impossibile la gestione ordinata.

L’incompatibilità fattuale, invece, è quella tra attività che sono destinate a confliggere tra loro, ed è il caso dell’attiità di amministratore e di agente immobiliare. Se io sono un agente immobiliare posso essere portato a voler fare anche l’amministratore per ampliare la mia attività e la ma offerta non percependo chiaramente quelle che sono le responsabilità cui vado incontro, sottovalutando il mio nuovo ruolo e quindi non riuscendo in alcun caso a svolgerlo al meglio. Se, per contro, io sono un amministratore, abituato ad essere sottopagato per le molte responsabilità che ho, posso essere spinto a cercare di avviare anche l’attività di agente per avere un entrata maggiore, ma in quel caso sarò naturalmente spinto a curare di più l’attività più redditizia a discapito di quella che era, e sarebbe dovuta restare, la mia attività principale. In entrambi i casi la quantità dell’offerta (e delle entrate) va ascapito della qualità del servizio che viene offerta.

Forse non si dovrebbe ragionare solo in termini di incompatibilità, ma anche in termini di norme organizzative. Detto in altri termini, forse, ciò che dovrebbe essere fatto è lottare perchè cada il limite imposto dalla legge per società che svolgono l’attività di amministratori di immobili che devono obbligatoriamente avere tutti i soci amministratori in possesso dei requisiti per amministrare. Se un amministratore ed un agente potessero associarsi essendo a pari livello ed offrendo ciascuno il proprio servizio, allora si che si potrebbero creare realtà con una maggiore varietà di servizi senza minare la qualità dei servizi stessi. Le diverse competenze tenute separate e messe in toto al servizio dell’utenza.


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